La Destra nell’attuale scenario politico

30 03 2009

politica 

Qualche mese fa, nel corso delle settimane precedenti il primo congresso nazionale di La Destra, venne indetto un “concorso” tra i ragazzi di Gioventù Italiana in merito alla creazione di un documento che rispondesse al tema: “La Destra nell’attuale scenario politico“. Modestamente invia il mio contributo entro i termini, anche se poi non se ne fece più nulla. Rileggendolo oggi, dopo quattro mesi durante i quali il mio stato d’animo nei confronti di certi uomini e di questo stesso partito è andato mutando, mi sento di sottoscrivere ancora queste parole e sono ancor più convinto della bontà delle strada che aveva indicato che, forse, tuttavia, avrà altri protagonisti.

 

 

La Destra nell’attuale scenario politico”

 

Il mondo in cui viviamo all’inizio di questo terzo millennio dell’era cristiana non è un mondo a “misura d’uomo” o un paradiso terrestre. Pertanto, prima di esaminare le condizioni di esistenza e il possibile ruolo di una qualsiasi filosofia o di una particolare concezione del mondo, sarà utile accennare brevemente ad alcuni dei principali passaggi storico-politici che hanno portato alla realtà attuale.

Nell’attuale impostazione accademica, si suole fissare l’inizio convenzionale della storia contemporanea con l’unità d’Italia – per quanto riguarda l’ambito italiano – e con il processo di “restaurazione”, seguente all’impero napoleonico, per quanto riguarda l’ambito europeo. Personalmente ritengo più adatto e completo, ai fini di una trattazione di storia e di scienza politica, anticipare questa data all’inizio della cosiddetta “era dei lumi”. Leggi il seguito di questo post »

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Un saluto a La Destra

19 03 2009

Ho aderito a “La Destra” il 21 giugno 2008, con l’incarico di coordinatore regionale di Gioventù Italiana: o meglio, di quel che ne restava. Ho trovato ad attendermi cinque ragazzi, esausti per l’assenza della dirigenza che avrebbe dovuto guidarli ed ansiosi di fare qualcosa di buono, di essere utili. Ho trovato un partito che aveva ancora qualcosa da dire, uno scopo per cui esistere. Mi sono ritrovato in quella “nuova” famiglia e mi sono sempre battuto per una Destra utile ed umile.
Dopo diversi mesi i ragazzi si sono moltiplicati e siamo – eravamo – arrivati a quota 40 elementi, tra militanti e simpatizzanti da Città di Castello a Calvi dell’Umbria.
Gioventù Italiana era cresciuta numericamente e qualitativamente. Personalmente ho creato la proposta di legge sul caro libri, ho spinto per la presentazione del Mutuo Sociale con i ragazzi di Casa Pound Italia, ho estrapolato dal Progetto H2O una proposta sostenibile per le acque che non devono finire nelle mani dei privati: ho contribuito a dare sostanza ad un partito che traeva le sue proposte prima dall’Umbria e poi dal resto d’Italia.
Con i ragazzi abbiamo fatto volantinaggi, la conferenza programmatica, abbiamo partecipato al convegno per la Giornata del Ricordo, abbiamo partecipato a manifestazioni nazionali e banchetti, per poi vedere che la barca non andava nella direzione in cui credevamo di remare.
La febbre elettorale ha iniziato a contagiare i più deboli molti mesi prima del voto e alla sostanza politica ed alla presenza territoriale sono venute meno tante cose, a cominciare da quelle che hanno più valore e distinguono gli uomini liberi dai servi di sé stessi: onestà, umiltà, disponibilità al sacrificio per la propria comunità.
Al momento delle prove più alte, in cui il primo scopo dovrebbe essere la protezione di quel che si ha e l’ampliamento verso ciò che si può realisticamente raggiungere, si è invece preferito distruggere che costruire. Pazienza.
C’è chi si accontenta di essere il terzo di tre, pur di affermare di essere salito sul podio.
C’è chi scappa a gambe levate quando la barca sta affondando.
C’è chi sta con i piedi in due staffe, sempre pronto a salire sul treno che passa.
C’è chi preferisce infilare la testa sotto la sabbia per non vedere.
C’è chi tace fin quando tutto va bene, per poi sbraitare quando le cose vanno male.
C’è chi sta sulla cresta dell’onda fin quando osserva certe regole e poi cade quando mantiene la sua linea nonostante tutto.
C’è chi fa tanto rumore per nascondere la sua pochezza.
C’è chi si vanta di forze che non ha e si sente soddisfatto a millantarne una potenza che si rivelerà effimera e dannosa per tutti.
C’è chi non si accorge di dove si sta andando, pur avvisato: costui avrà le colpe maggiori.
Io lascio la barca con le mie gambe, guardando con biasimo chi crede di potermi azzoppare, felice dei compagni con cui ho condiviso tante lotte, alcuni dei quali hanno scelto la mia stessa strada. Il pellegrino in cerca di verità giungerà sicuramente alla meta che lo scattista agognerà, consumato nel suo attimo di gloria.
Alla fine di questo capitolo della mia vita non mi sento né stanco né affranto: i miei compagni di viaggio continueranno la propria marcia, altri si perderanno.
Questa Destra non è più utile né umile: all’Italia non serve, non è questa l’alternativa di cui il nostro Paese lamenta il bisogno. Forse tutti noi non siamo stati capaci di portare nulla di nuovo a questo mondo, ma non è giusto smettere di tentare.
Grazie a tutti per la pazienza nella lettura e per quello che mi avete dato in questi mesi.

Jacopo Barbarito





La Nazione Umbria: “Barbarito lascia La Destra”

4 03 2009

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Questo il titolo dell’articolo su La Nazione Umbria di oggi. Di seguito il testo completo:

Dopo Massimo Gnavolini e Carla Spagnoli, un’altra testa de “La Destra” si allontana dal coordinatore umbro Aldo Tracchegiani. Questa volta è il leader di Gioventù Italiana Jacopo Barbarito. Arrivato a “La Destra” dalla militanza in Fiamma Tricolore, Barbarito ha unito all’impegno nel partito la presenza sul territorio di Giano dell’Umbria. “Il mio incarico si conclude su mia decisione dopo la buona prova alle elezioni universitarie e la crescita del gruppo – afferma – per ora non mi iscrivo a nessun partito”. In realtà Barbarito avrebbe espresso una vicinanza al PdL non condivisa da Tracchegiani, in vista delle amministrative. Il coordinatore regionale di Giovetù Italiana è stato sostituito da Lorenzo Buschi.