La nuova cartina politica dell’Umbria dopo i ballottaggi

26 06 2009

umbria

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Spoleto al voto: vince il centro sinistra al ballottaggio

23 06 2009

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Riporto il link dove è possibile leggere l’articolo di commento alla vittoria al ballottaggio di Spoleto del sindaco della coalizione di centro sinistra, Daniele Benedetti, realizzato anche con il mio contributo. Dal Corriere dell’Umbria di martedì 23 giugno 2009:

Il brindisi tricolore lo fa Benedetti. Successo del centro sinistra. Il PdL non centra la rimonta

Opposizione dura ma costruttiva. Loretoni (Pdl) esce sconfitto ma non farà sconti





Presentazione del mio libro alla Regione Umbria

23 06 2009

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(Acs) Perugia, 22 giugno 2009 – Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Cdl per l’Umbria) parteciperà ad un incontro che si terrà mercoledì 24 giugno alle ore 12.00, presso la sala Partecipazione del Consiglio regionale dell’Umbria, nel quale sarà presentato il volume “Un rapporto a metà: Chiesa e Repubblica Sociale Italiana 1943-1945”, di Jacopo Barbarito.

Il volume indaga il rapporto storico e diplomatico tra i maggiori esponenti della Repubblica Sociale Italiana e lo Stato del Vaticano, mettendo in luce aspetti rilevanti e inediti della documentazione intercorsa tra le due entità statali nei mesi finali del secondo conflitto mondiale.





Le elezioni 2009 viste da me

10 06 2009

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Queste del 2009 sono state elezioni strane…

In Europa la destra radicale italiana non è più presente, quando negli ultimi cinque anni contava ancora tre membri (Nello Musumeci, Luca Romagnoli e Alessandra Mussolini, a cui poi è succeduto Roberto Fiore). Il futuro dei tre partiti della cosiddetta area – La Destra, Fiamma Tricolore e Forza Nuova – sta in un’inevitabile confluenza che permetta di ripartire dai territori con gente nuova, facendo leva sulla straordinaria militanza giovanile che li ha sempre contraddistinti, mettendo da parte politici di professione e avvicinandosi alla gente con pragmatismo, realismo e meno ideologia.

Il progetto politico di La Destra è fallito: nato male a fine 2007 è andato peggiorando nel 2008 e ha toccato il fondo nel 2009. Storace e Buontempo, dopo quattro tornate elettorali dove non si è neanche sfiorato il raggiungimento del risultato minimo, dovrebbero essere così umili da fare un passo indietro, forse definitivo, così come avviene in tanti altri partiti.

Nella provincia di Perugia il centro destra ha confermato la sua distanza dal centro sinistra e Asciutti è stato battuto da Guasticchi con 17 punti di scarto, incolmabili anche con l’eventuale apporto di UDC (6,2%) e La Destra (1,9%). Peccato per il mio amico Leonardo Benvenuti, ma il PdL in Provincia ha commesso davvero troppi errori…a cominciare dal candidato presidente.

Al Comune di Giano dell’Umbria si è registrata la solita sconfitta e meno male che non ho preso parte alla competizione! Con quattro dei sedici candidati che hanno preso meno di 35 voti si può facilmente comprendere il fallimento delle scelte in merito alle persone da mettere in una lista troppo sbilanciata a sinistra, incapace di proporre un reale rinnovamento, eccessivamente infarcita di elementi della prima repubblica. Il gap del 3% pesa, visto l’ottimo risultato locale delle europee: in poche parole Morbidoni ha mantenuto intatto l’elettorato di cinque anni fa, confermando in pieno il suo 51,2%. Non male per una coalizione che tutti criticavano. Ma forse erano solo quelli gli unici che si facevano sentire…

A Perugia il mio sostegno a Carla Spagnoli non si è prodotto nel risultato minimo sperato del 3% per poco meno di 40 voti. Ora si attende il ricorso e non escludo sorprese dell’ultim’ora.

Sorpresa Lega Nord: nella circoscrizione del centro Italia è scattato il primo eurodeputato della storia del “Carroccio”, così come il primo consigliere provinciale a Perugia, ma in entrambi i casi non si è trattato del mio amico Miroballo. Staremo a vedere gli sviluppi in casa leghista qui in Umbria.





La Lega Nord è cambiata, ora dice “prima gli italiani”

7 06 2009

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Prendiamo voti al Pd e agli ex An. La nostra platea si allarga, non siamo più una forza identitaria e territoriale

MILANO – «Ormai siamo passati dal “prima i padani” al “prima gli italiani”. Per la Lega si apre uno spazio che mai avremmo sospettato». Mario Borghezio è carico come una molla. Euforico. La raffica di comizi a cui si sottopone in questi giorni gli suggerisce un risultato per il Carroccio che «sarà ben oltre le aspettative. E non soltanto per il fatto quantitativo: io credo che vedremo una Lega che è diventata qualcosa di diverso». Diverso in che modo? «Io penso che il Carroccio stia catturando voti in tutte le direzioni. Principalmente, dal Pd e dalla componente di An del Pdl. Forse, in una misura che va anche al di là dei nostri meriti. Siamo sempre di più il movimento di chi ha perso la fiducia negli altri partiti, da una parte. E dall’ altra, il nostro messaggio ha allargato la sua platea, viene ascoltato anche da chi prima non ci ascoltava». Che cosa glielo suggerisce? «Lo vedo dal successo dei nostri comizi in zone prima a noi precluse: non soltanto la cintura rossa di Torino e di Milano, non soltanto l’ Emilia, ma addirittura in centro Italia: a Frosinone, a Latina… ». E come utilizzerete questi voti? «Il punto è proprio questo. Noi abbiamo la fortuna di avere Bossi, una guida che semplicemente non ha paragoni. E lui stesso si è reso conto che qualcosa sta cambiando. È lui che a volte dice “prima gli italiani” invece che “prima i padani”. Il Carroccio, da movimento identitario e territoriale, costruito su alcuni temi fondamentali, sta diventando un partito contenitore di massa, dalla composizione sociale sempre più differenziata e che per questo si misura con interessi sempre più ampi. Penso che la Lega dovrà prepararsi a una partita molto più grande di quel che credeva». E’ sbagliato dire «più forte la Lega, meno stabile il governo»? «Questo non dipende certo dalla Lega. Il Carroccio può diventare un problema soltanto se sente che le sue istanze e la rappresentanza che vi è alle spalle vengono prese alla leggera. Ma, appunto, noi abbiamo di fronte nuove responsabilità. Che riguardano non soltanto il voto extrapadano, ma la sua stessa impostazione: il Carroccio si sente pronto a dettare l’ agenda politica a trecentosessanta gradi. E nulla sarà come prima: persino le presidenze del Veneto e della Lombardia, che scadono il prossimo anno, in quest’ ottica diventano secondarie». Non teme che le sfide del governo, nei prossimi mesi assai più impegnative che non nel primo anno, possano spingerlo a rallentare la complicata trattativa sui numeri del federalismo? «La forza aggiuntiva che ci verrà data in queste elezioni servirà proprio ad evitare questo rischio. Ma quella dei prossimi mesi è una sfida epocale per la Lega. Epocale ed esaltante: avrà l’ occasione di dimostrare che non è soltanto il partito capace di urlare più forte degli altri, ma anche un movimento in grado di dare un contributo fondamentale all’ intero Paese attraverso le sue ricette. È la rivolta dei Fantozzi…». Scusi? «Massì, sono gli umiliati da sempre che ritrovano la voce. Si vedrà che dietro al nostro essere autentici e capaci di interpretare d’ acchito la sensibilità popolare, ci sono anche risposte che i mega direttori galattici non sono in grado di dare»





Incontro a Cannara: presentatore per una sera

1 06 2009

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Sono stato cortesemente invitato dal Presidente dell’Associazione “Modernizziamo Cannara”, Fabio Andrea Petrini, al dibattito previsto per lunedì 1 giugno alle ore 21 al teatro di Cannara  tra i tre candidati che si sfideranno per la poltrona di sindaco nel Comune dell’assisano.

Per una sera rivestirò il ruolo di giornalista-intervistatore con sei domande a ciascuno dei candidati…ci sarà da divertirsi!